A Galatone una Chiesa in cammino apre il nuovo anno pastorale
Un cammino iniziato ai piedi del Crocifisso e approdato sotto lo sguardo materno di Maria. È questa l’immagine che ha accompagnato, martedì 1° settembre, il pellegrinaggio con il quale la Diocesi di Nardò-Gallipoli ha aperto il nuovo anno pastorale.
Presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, membri dei Consigli pastorali e delle diverse comunità parrocchiali si sono ritrovati presso il Santuario del Santissimo Crocifisso di Galatone. Da qui è partito il pellegrinaggio a piedi verso il Santuario mariano e francescano della Madonna della Grazia, dove il Vescovo Fernando Filograna ha presieduto la Concelebrazione eucaristica nell’atrio del convento.
Un appuntamento ormai tradizionale per la Chiesa diocesana, che ogni anno sceglie di cominciare le proprie attività non da un programma o da una riunione, ma mettendosi in cammino. Un gesto semplice e, insieme, profondamente ecclesiale: riconoscersi pellegrini, affidare al Signore il tratto di strada che si apre e chiedere a Maria di accompagnarlo con la sua intercessione.
La scelta del Santuario della Madonna della Grazia ha assunto quest’anno un significato particolare. Il luogo, affidato alla cura dei Frati Minori e profondamente legato alla devozione mariana del territorio, custodisce anche la memoria di una lunga storia francescana. Il pellegrinaggio si è inserito, infatti, nell’Anno Giubilare Francescano indetto in occasione dell’VIII centenario del Transito di san Francesco d’Assisi, offrendo ai fedeli anche la possibilità di vivere il dono dell’Indulgenza plenaria alle condizioni previste.
«Siamo testimoni del Risorto»
Nell’omelia il Vescovo ha invitato la comunità diocesana a vivere l’inizio del nuovo anno pastorale come una tappa nella quale guardare al cammino già percorso con gratitudine e, nello stesso tempo, interrogarsi sulla direzione indicata dallo Spirito.
«Ogni tappa è un’opportunità di crescita», ha ricordato mons. Filograna, indicando nella Parola di Dio la «lampada per i nostri passi», il fondamento sul quale costruire la vita e la speranza che non delude.
Da qui l’invito a riscoprire la responsabilità affidata a ogni battezzato: essere testimone della Risurrezione nei luoghi e nel tempo che ciascuno è chiamato ad abitare. «Se non siamo testimoni si crea un vuoto, perché nessuno al posto nostro lo può fare», ha sottolineato il Vescovo. Una testimonianza che non può essere affidata soltanto alle iniziative, ma deve prendere forma nella qualità delle relazioni, nell’accoglienza e nella capacità di ascoltare le domande, spesso silenziose, delle persone.
Lo sguardo si è allargato anche alle ferite del nostro tempo. Nelle mani di Maria sono state affidate le guerre, le sofferenze, le miserie, i disastri ambientali, ma anche la vita della Diocesi, le famiglie, il Seminario e le vocazioni al presbiterato e alla vita consacrata.
Una pastorale dei volti e delle relazioni
Rivolgendosi in particolare ai membri dei Consigli, il Vescovo ha ricordato che il programma pastorale del nuovo anno è nato dall’ascolto e dalla consultazione dei Consigli pastorali parrocchiali e del Consiglio pastorale diocesano. L’obiettivo è quello di uscire dai perimetri consueti delle comunità, accendere luci nei cuori, offrire occasioni di comunione, collaborazione, accoglienza e incontro.
Mons. Filograna non ha nascosto le difficoltà, le resistenze e la stanchezza che spesso accompagnano il servizio pastorale. Proprio per questo ha invitato a rimettere al centro l’azione dello Spirito Santo, vero protagonista del cammino sinodale, e a custodire nelle riunioni lo stile della conversazione spirituale e del discernimento comunitario.
La complessità del tempo presente chiede cristiani autentici, «accoglienti, rispettosi, disponibili, capaci di ascolto, capaci di intrecciare relazioni belle». Anche quando gli sforzi pastorali sembrano non produrre i risultati sperati, resta necessario «tenere sempre la porta aperta», perché ogni persona possa trovare nella comunità cristiana un segno dell’ospitalità del Signore.
È questa la direzione indicata per il nuovo anno: «una pastorale dei volti e delle relazioni», capace di trasformare progressivamente lo stile e il volto delle comunità.
Durante la celebrazione il Vescovo ha quindi rinnovato il mandato ai membri dei Consigli pastorali e dei Consigli per gli Affari Economici diocesani e parrocchiali, affidando al Signore il loro servizio e la responsabilità condivisa nella costruzione delle comunità cristiane.
La preghiera per le vocazioni diventa volto e storia
Al termine della Santa Messa, il Rettore del Seminario diocesano, don Angelo Casarano, ha presentato alla comunità i seminaristi della Diocesi, chiedendo a tutti di accompagnare con una preghiera perseverante il loro cammino e di continuare a invocare dal Signore il dono di nuove vocazioni.
Il Vescovo ha poi annunciato alcune prossime e significative tappe per la vita della Chiesa diocesana: il 13 settembre si terrà il rito di ammissione agli Ordini sacri per un seminarista e per due candidati al diaconato permanente; il 14 settembre sarà celebrata l’ordinazione presbiterale di don Giovanni Specchia; il 26 dicembre Daniele Parisi sarà ordinato diacono permanente.
Nomi, volti e date che hanno dato concretezza alla preghiera innalzata durante il pellegrinaggio. La richiesta di nuove vocazioni non rimane così un’intenzione generica, ma diventa gratitudine per i germogli che il Signore fa crescere e responsabilità di una comunità chiamata ad accompagnarli.
Il pellegrinaggio si è concluso, dunque, con lo sguardo rivolto alla strada che attende la Diocesi. Una strada da percorrere insieme, lasciandosi guidare dallo Spirito e facendo proprie le tre consegne poste dal Vescovo a conclusione dell’omelia: custodire la fraternità, abitare la storia e scegliere la missione.




