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CONFERENZA EPISCOPALE PUGLIESE

Un anno con Papa Leone XIV: la forza di un Pastore mite

Sac. Antonio Miele

Dopo la scomparsa del compianto Papa Francesco, a un anno dall’elezione, il pontificato di Papa Leone XIV emerge come un tempo di magistero chiaro e di intensa testimonianza apostolica. Fin dal giorno dell’elezione, accolto da una piazza San Pietro gremita e commossa, le sue prime parole – “La pace sia con voi” – hanno indicato il cuore del suo ministero: la via della pace disarmata e disarmante che proviene da Cristo risorto, ribadendo la centralità di Cristo, così come egli ebbe a dire nella sua prima messa nella Cappella Sistina insieme al Collegio Cardinalizio il giorno dopo la sua elezione: “…sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato (cfr Gv 3,30), spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo”, e affidare il mondo alla forza inerme del Vangelo. L’ho fa fatto nella scelta del nome che lo ricollega al suo predecessore Leone XIII che affrontò i mutamenti della rivoluzione industriale, mentre lui si trova ad affrontare la rivoluzione digitale. Ma il suo nome richiama anche alla fermezza di ciò che il Papa rappresenta, alla saldezza del Vangelo e alla stabilità della dottrina.

In questi dodici mesi ha consegnato alla Chiesa documenti di rilievo come l’Esortazione apostolica Dilexi te, già iniziata dal predecessore Papa Francesco, e le Lettere apostoliche In unitate fidei e Una fedeltà che genera futuro, testi nei quali ha richiamato con decisione l’unità della fede, la responsabilità dei battezzati e la necessità di una speranza operosa. Le sue catechesi hanno insistito sull’universale vocazione alla santità, ricordando che la riforma più urgente è quella del cuore.

Accanto al magistero, le scelte concrete: nuove norme per la trasparenza economica della Santa Sede, una riorganizzazione di alcuni dicasteri nel segno del servizio, l’ascolto delle Chiese locali. Nei viaggi apostolici ha raggiunto popoli feriti da guerra e povertà, invocando il cessate il fuoco, la tutela dei civili e la libertà religiosa. Gli incontri con i giovani lo hanno visto esortare a una fede esigente e gioiosa, capace di scelte definitive.

In un tempo attraversato da tensioni e polarizzazioni, Papa Leone XIV ha scelto la via della fermezza mite: chiarezza dottrinale senza asprezze, misericordia pastorale senza ambiguità.

E forse è proprio questo il tratto che più colpisce: un pastore che non alza la voce ma la rende limpida, che non cerca consenso ma fedeltà, che non promette scorciatoie ma indica la via stretta e luminosa del Vangelo. In lui molti riconoscono una paternità discreta e forte, capace di confermare i fratelli nella fede.

A Papa Leone XIV, come ad ogni successore di San Pietro, cioè il Papa, vogliamo bene.

Lo accompagni la nostra preghiera quotidiana: il Signore e la Madonna, al quale sin da subito si è mostrato tanto affezionato e devoto, lo custodiscano e lo conservino a lungo nel suo Ministero Petrino.